Quello che sicuramente non mi manca è l’onestà intellettuale. Sono sempre stato disposto ad ammettere, per esempio, che non ho la benché minima manualità con le cose.
Il che, peraltro, non significa avere onestà intellettuale, ma semmai senso critico.
Perciò, ne deduciamo che oltre ad avere grande onestà intellettuale ho anche senso critico e che non ho manualità con le cose.
Come amo ripetere spesso, incontro insormontabili difficoltà persino nel montaggio dello zampirone. Il fatto che ami ripetere spesso questa cosa fa di me uno che non ha la benché minima manualità con le cose e che ama ripetere spesso lo stesso concetto, oltre ad avere onestà intellettuale e senso critico a pioggia.
Per la verità, sono convinto che la mia incapacità di montare correttamente uno zampirone (dove correttamente sta per senza ridurlo in 5 o 6 parti) sia dovuta più al modo in cui lo zampirone è confezionato, che alla mia scarsa manualità.
Dal che deduciamo che sono intellettualmente onesto, ho senso critico, mi piace ripetere spesso la stessa cosa e non ho manualità con le cose, ma che la mia scarsa manualità non si manifesta nell’incapacità di montare uno zampirone, bensì in molte altre scarse manualità e che quindi, in fondo, anche il mio senso critico, che non è disposto ad ammettere che il mio costante insuccesso con lo zampirone non dipende dallo zampirone, ma in realtà da me medesimo, ne risente un po’ a livello di quantità.
Prendere fiato, prego.
All’esame orale della patente sono passato al primo colpo con zero errori. Sono sempre stato promosso al primo colpo in tutti gli esami che ho fatto in vita mia, come quei personaggi dei film di Muccino o Virzì con l’aria un po’ stronzetta, vacua ed eternamente preparata. (Alla fine del film, di solito, tutti i personaggi ridono molto forte mentre il mio personaggio subisce una punizione esemplare per essere stato stronzetto, vacuo ed eternamente preparato durante tutto il film).
Poi all’esame di pratica (pratica = manualità) mi hanno segato tre volte.
La prima volta ho preso un contromano.
“giri a sinistra, per favore”
… [eseguo la svolta su strada a doppio senso come se mi trovassi a Londra]
“ecco, ora però occupi molto in fretta la corsia di destra, per favore”
… [cambio rapidamente corsia in modo che se fossi a Londra farei un frontale, ma siccome sono a Milano, zona San Siro, il frontale lo evito. Di poco.]
“bene, ora accosti, grazie”.
La seconda volta, facendo inversione a U, sono finito dentro la fiancata di un’auto parcheggiata. Ero talmente mortificato dall’incidente che volevo lasciare un biglietto al proprietario con scritto “Sono mortificato. Penso a tutto io”, nome e numero di telefono.
Anche la terza volta mi ha fregato l’inversione a U.
“esegua un’inversione a U”
… [per paura di sbagliare, eseguo doppia inversione a U, cioè inversione a O: 360° con sgommata]
“bene, ora accosti grazie”.
La quarta volta sono stato promosso, ma non mi è stata richiesta l’inversione e così non ho mai imparato a farla.
In compenso: senso critico e onestà intellettuale a cascata, zero manualità ma non per colpa dello zampirone, e figata ripetere spesso la stessa cosa.
