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venerdì, 05 giugno 2009

Il carro di buoi

Finalmente anche a sinistra c'è qualcuno che ha capito che tira di più un pelo di... ecc ecc...

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(nella foto: Marylin Fusco, candidata IDV)

postato da: inetto alle ore 14:23 | link | commenti
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mercoledì, 27 maggio 2009

Come noi.

Stamattina le barrette verticali del test erano solamente due.

Due, come noi oggi.

Stamattina ho capito davvero che avrei voluto vederne tre.

Tre, come noi domani.

Nuovo Immagine bitmap

postato da: inetto alle ore 09:53 | link | commenti (4)
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martedì, 19 maggio 2009

Il libero arbitrio genera giurisdizione (ma a nove anni non lo sai)

In un sacco di film americani un tipo col cappello da cowboy e la camicia a quadrettoni si rivolge a uno sbirro dicendogli “ehi amico, spiacente ma non puoi torcermi un capello: tu qui non hai giurisdizione”.
[Breve digressione: la parola sbirro in americano non esiste: è parola italiana. Eppure, per qualche strana ragione, si può chiamare così solo un poliziotto americano].
Comunque, quella cosa lì, la giurisdizione, esiste più o meno in tutti gli ordinamenti giuridici del pianeta. Per esempio: in Italia il Giudice della Pubblica Amministrazione è (quasi sempre) il TAR e, quindi, il Giudice Ordinario non ha (quasi mai) giurisdizione sulla Pubblica Amministrazione. (Esistono in realtà talmente tante eccezioni a questa regola che più che confermarla, creano altre regole: ma il mio è un esempio per spiegare in fretta una cosa che altrimenti sarebbe molto lunga e molto noiosa da spiegare e probabilmente vi farebbe interrompere la lettura di questo po… Insomma, ci siamo capiti).
Nel Burkina Faso, invece, la giurisdizione si stabilisce in base a due parametri: data e luogo di nascita di chi adisce il giudice (devi essere nato per forza a Ouagadougou il 7 di Paophi, secondo il calendario dell’antico Egitto); e lunghezza del pene (devi avere il pene più corto di quello del Giudice di almeno 3,466666 periodico centimetri). Se fai causa e non rispetti entrambi i parametri è prevista la condanna a morte per la tua otaria. Se non hai un’otaria (ma tutti ne hanno una laggiù) sei salvo.

Comunque.

I miei genitori pieni di istinto laico (più che di cultura) hanno deciso che alla nascita non sarei stato battezzato:
Puoi scegliere tra Dio, Allah, il Buddha, Van Basten o nessuno di loro”, ripeteva sempre mio padre.
Fino ai nove anni ho continuato a non scegliere, anche se avevo chiare preferenze per Van Basten. Poi, dopo i nove anni, ho capito che l’unico modo di far capire agli altri bambini che non ero un mostro condannato all’inferno era farmi battezzare. Per la verità c’era anche quella ragione parecchio importante dei regali a spingermi tra le braccia della chiesa. Così ho scelto:

Prete: e cosa ti ha spinto a fare questa scelta?
Inetto: mi piace Gesù
Prete: in che senso ti piace? Ti piace la sua storia?
Inetto: esatto.
Prete: e cosa ti piace della storia di Gesù?
Inetto: che ha i poteri magici
Prete: …
Inetto: e poi voglio l’Atari Lynx.

E nel giro di un anno ho ricevuto battesimo, comunione, cresima, l’Atari Lynx, varie catenine d’oro (con crocefisso), soldi, un paio di penne, una cravatta e la salvezza dopo la morte.
O almeno così credevo.
Nessuno si è infatti preoccupato di spiegarmi che il libero arbitrio può generare giurisdizione.
Funziona così: quando tu scegli (o qualcuno sceglie per te con il suo libero arbitrio) di essere battezzato firmi un ideale contratto di battesimo scritto dall’avvocato di Dio in persona:

Avvocato di Dio: senti qua, capo: “art. 1 Dichiaro di rifiutare Satana”, il che significa, implicitamente, che ne ammetti l’esistenza, e quindi ammetti anche l’esistenza dell’Inferno, giusto?
Dio: giusto
Avvocato di Dio: bene. “Art. 2: per qualsiasi controversia tra le parti relativa al presente accordo sarà esclusivamente competente Dio”, che poi saresti tu.
Dio: eccellente. E la questione della salvezza?
Avvocato di Dio: è qui, in nota all’art. 38-bis, comma 3, vedi: “solo se meritata”, dove per meritata si intende: decidi tu se lo è.
Dio: ma si legge appena
Avvocato di Dio: esatto …

Perciò quando ho deciso di battezzarmi (e poi di prendere comunione e cresima), lungi dall’essermi garantito la salvezza, mi sono in realtà condannato a morte. O comunque mi sono messo nelle condizioni di esserlo.

Ho condotto fino a oggi, e nulla mi fa pensare che cambierò, una vita tutt’altro che improntata ai valori “cristiani”. Non prego, non faccio opere pie, non tifo per il papa, non ho tendenze pedofile e uso spesso il preservativo. In pratica l’inferno mi aspetta con la bocca spalancata come il potente Sarlak.
E, quando arriverà il mio momento, non potrò neppure eccepire un difetto di giurisdizione:

Dio: mi dispiace, hai firmato
Inetto: lo so, ma Van Basten non si sarebbe mai comportato così

postato da: inetto alle ore 14:26 | link | commenti (1)
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venerdì, 08 maggio 2009

'sti cazzi!

Quello che sicuramente non mi manca è l’onestà intellettuale. Sono sempre stato disposto ad ammettere, per esempio, che non ho la benché minima manualità con le cose.
Il che, peraltro, non significa avere onestà intellettuale, ma semmai senso critico.
Perciò, ne deduciamo che oltre ad avere grande onestà intellettuale ho anche senso critico e che non ho manualità con le cose.
Come amo ripetere spesso, incontro insormontabili difficoltà persino nel montaggio dello zampirone. Il fatto che ami ripetere spesso questa cosa fa di me uno che non ha la benché minima manualità con le cose e che ama ripetere spesso lo stesso concetto, oltre ad avere onestà intellettuale e senso critico a pioggia.
Per la verità, sono convinto che la mia incapacità di montare correttamente uno zampirone (dove correttamente sta per senza ridurlo in 5 o 6 parti) sia dovuta più al modo in cui lo zampirone è confezionato, che alla mia scarsa manualità.
Dal che deduciamo che sono intellettualmente onesto, ho senso critico, mi piace ripetere spesso la stessa cosa e non ho manualità con le cose, ma che la mia scarsa manualità non si manifesta nell’incapacità di montare uno zampirone, bensì in molte altre scarse manualità e che quindi, in fondo, anche il mio senso critico, che non è disposto ad ammettere che il mio costante insuccesso con lo zampirone non dipende dallo zampirone, ma in realtà da me medesimo, ne risente un po’ a livello di quantità.

Prendere fiato, prego.

All’esame orale della patente sono passato al primo colpo con zero errori. Sono sempre stato promosso al primo colpo in tutti gli esami che ho fatto in vita mia, come quei personaggi dei film di Muccino o Virzì con l’aria un po’ stronzetta, vacua ed eternamente preparata. (Alla fine del film, di solito, tutti i personaggi ridono molto forte mentre il mio personaggio subisce una punizione esemplare per essere stato stronzetto, vacuo ed eternamente preparato durante tutto il film).
Poi all’esame di pratica (pratica = manualità) mi hanno segato tre volte.

La prima volta ho preso un contromano.
giri a sinistra, per favore
… [eseguo la svolta su strada a doppio senso come se mi trovassi a Londra]
ecco, ora però occupi molto in fretta la corsia di destra, per favore
… [cambio rapidamente corsia in modo che se fossi a Londra farei un frontale, ma siccome sono a Milano, zona San Siro, il frontale lo evito. Di poco.]
bene, ora accosti, grazie”.

 
La seconda volta, facendo inversione a U, sono finito dentro la fiancata di un’auto parcheggiata. Ero talmente mortificato dall’incidente che volevo lasciare un biglietto al proprietario con scritto “Sono mortificato. Penso a tutto io”, nome e numero di telefono.

 
Anche la terza volta mi ha fregato l’inversione a U.
esegua un’inversione a U
… [per paura di sbagliare, eseguo doppia inversione a U, cioè inversione a O: 360° con sgommata]
bene, ora accosti grazie”.

 
La quarta volta sono stato promosso, ma non mi è stata richiesta l’inversione e così non ho mai imparato a farla.
In compenso: senso critico e onestà intellettuale a cascata, zero manualità ma non per colpa dello zampirone, e figata ripetere spesso la stessa cosa.

postato da: inetto alle ore 18:35 | link | commenti (5)
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mercoledì, 06 maggio 2009

L'Arcangelo Gabriele

Quando è scoppiata l’aviaria ero in Cina (中華人民共和國)già da due settimane.

sms papà: non mangiare pollo

sms Inetto: troppo tardi.

Poi ho visto Nanchino (南京保衛戰) e Xi’an (西安) con l’esercito di terracotta, ho preso 15 treni diversi, ho dormito accanto a decine di cinesi e sono tornato a Milano.
Poi niente.

La cosa che mi spaventa di più dell’influenza suina è l’influenza che l’allarmismo può generare nella gente.

Un’altra cosa che mi spaventa molto (ma un po’ meno del panico) è la stazione di Firenze Santa Maria Novella, dove c’è un solo bagno e pisciare costa un euro.
Un euro.
Per pisciare.
Il Gatto mi ha detto che la prossima volta, per la metà, mi affitta la sua lettiera da viaggio.
L’altro giorno però ero a Firenze e non avevo la lettiera con me, né un euro da poter sacrificare.
Sono uscito dalla stazione e davanti al cesso del primo bar c’erano trentacinque cristiani in coda che si strizzavano il pene ondeggiando.
Nel cesso del secondo bar invece non c’era nessuno, perché era rotto lo scarico e infatti un tipetto basso e un po’ nero con uno scopettone in mano, che per comodità chiamerò Biru, mi ha detto “bagno pinito. Lotto. Acqua fuori di tazza”.
 
Così sono uscito e non sapevo più dove andare, ma per fortuna ho incrociato Casini che, come l’arcangelo Gabriele, mi ha indicato la via per il cesso più vicino

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postato da: inetto alle ore 08:45 | link | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009

Soluzione

CIBI SENZA GRASSI
postato da: inetto alle ore 13:28 | link | commenti (3)
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mercoledì, 22 aprile 2009

REBUS (4,5,6)

rebus

postato da: inetto alle ore 09:43 | link | commenti (2)
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venerdì, 03 aprile 2009

Della moltiplicazione degli ani per i pesci

Ed ecco che Dio, di ritorno dal Getsemani dove aveva trascorso la Pasqua in compagnia di Legrottaglie, si accorse che quella dei pesci non era stitichezza cronica, ma assenza dell'ano: se n'era dimenticato, distratto al momento della creazione dal fatto che Alessia Marcuzzi gli aveva comunicato che era andato in nomination.

E così Dio fece la moltiplicazione degli ani per i pesci. Ed ecco che i pesci subito cominciarono a defecare, tutti insieme e per diversi giorni. E allora Dio prese un pugno da quella montagna di guano e creò l'uomo, ma senza dimenticarsi dell'ano, perchè nel frattempo era stato eliminato Giuda dalla casa e lui si era salvato e nel confessionale successivo nominò Legrottaglie "perché è un bravo ragazzo, ma mi sta troppo addosso".

E vide che era cosa buona e giusta.

[Casa mia è ufficialmente in vendita.

Per chi non lo sa, casa mia è fighissima e non comprarla è davvero da stupidi. Quindi compratela].

Da un po' di tempo ho questo quasi incontrollabile (dico "quasi" perché, se non fosse quasi, probabilmente ora non starei scrivendo, ma mi troverei in un fosso con i pollici spezzati e il pene asportato sulla faccia al posto del naso) di tirare un calcio fortissimo sugli stinchi di qualunque persona incroci.

Non sto scherzando. E' una cosa stranissima. Mi viene una specie di prurito sulla punta della scarpa (che sale su fino al pene) e comincio a digrignare un po' i denti, fissando -goloso e irritato- l'altrui arto.

A pensarci bene non c'è niente da ridere, cazzo.

L'ho raccontato al Gatto il quale ha detto che ho due possibilità: o vado a farmi vedere da uno bravo, oppure do libero sfogo al mio istinto, che tanto lui senza pollici ci ha sempre vissuto benissimo e avere il pene in faccia non è detto che sia un male.

Inetto: ...in che senso, scusa?

Gatto: Pensaci: un banale raffreddore e hai una buona scusa per masturbarti ovunque.

Il Gatto considera il libero onanismo un diritto fondamentale dell'individuo.

Comunque un calcio sullo stinco avrei voluto tanto darlo questa mattina al tizio che ha cercato di ammazzarsi gettandosi sotto la mia metropolitana e mi ha costretto 25 minuti lì dentro assieme ad una scolaresca di adolescenti (roba tipo terza media) con baffo sudato e brufolo incinto.

Ho una proposta: condanna a morte per i suicidi sotto la metropolitana.

Che il suicidio abbia successo o meno...

    

postato da: inetto alle ore 10:47 | link | commenti (2)
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lunedì, 30 marzo 2009

Stanotte ho sognato di essere in un grande capannone industriale con Einstein il quale, per ragioni che davvero ignoro, si rifiutava di prestarmi la sua bicicletta.

Al momento di andarmene, a piedi e parecchio contrariato, gli ho detto che la teoria della relatività è una cazzata pazzesca.

 

postato da: inetto alle ore 17:11 | link | commenti
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lunedì, 23 marzo 2009

Libertà di pensiero

Il prossimo che prova a convincermi che ho il dovere di vivere, lo ammazzo.
postato da: inetto alle ore 17:05 | link | commenti (1)
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